mercoledì 24 settembre 2008

Non serve la legge sul testamento biologico


L’art. 32 comma II della Costituzione recita:

NESSUNO PUO’ ESSERE OBBLIGATO A UN DETERMINATO TRATTAMENTO SANITARIO SE NON PER DISPOSIZIONE DI LEGGE. LA LEGGE NON PUO’ IN NESSUN CASO VIOLARE I LIMITI IMPOSTI DAL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA.

Questo principio reso solenne dalla Costituzione nel 1948 riconosce il diritto di ogni individuo di decidere, anche contro il parere dei medici, se essere o non sottoposto a un determinato trattamento terapeutico, compreso un ricovero prudenziale a fini di accertamento.
Da ciò consegue che ognuno è padrone della salute del proprio corpo e di decidere quali scelte effettuare nei momenti più critici. Ci sono molti casi che hanno fatto notizia. Persone che hanno rifiutato ricoveri, trattamenti e interventi, ancorchè pienamente consapevoli che ciò avrebbe comportato un peggioramento del proprio stato di salute e al limite un esito infausto.
Su questo non sono d’accordo i cattolici integralisti. Per loro la vita ce la da Dio e solo Dio ce la può togliere. Parentesi: condanne a morte, stragi e guerre sono un particolare irrilevante. Gli stessi dimenticano che la loro è una questione di fede. E la fede c’è chi l’ha e chi non l’ha.
Non potendo negare, in ogni modo, il principio costituzionale, gli integralisti sono ora passati all’attacco di quelle situazioni in cui la persona non è in grado di esprimere la propria volontà perché incapace o incosciente.
Per questi casi, al fine di evitare squallide diatribe tra medici, magistrati e rappresentanti della Chiesa, numerosi esponenti del mondo razionale, laici e cattolici, sostengono l’opportunità di approvare una legge che consenta a ognuno di redigere un testamento biologico, per manifestare, senza ombra di dubbio, la propria volontà, nel caso venga a trovarsi malauguratamente in una situazione di incapacità o incoscienza.
Di fronte a questa manifestazione di volontà anticipata non v’è obiezione che tenga. Tutti sono tenuti a rispettarla. Parenti, medici, magistrati e cattolici integralisti. Essa è diretta emanazione del dettato costituzionale. Una legge per consentire ciò non serve.
Ma c’è una novità. Ora è la Chiesa che chiede una legge sul testamento biologico. Qualcheduno del centrosinistra se ne è subito rallegrato. Finalmente, ha detto, è un’apertura. Ma non ha riflettuto abbastanza.
Glielo ha spiegato stamattina il direttore dell’Avvenire, il quotidiano della CEI. Con la legge si vogliono introdurre delle limitazioni all’esercizio pieno di questo diritto costituzionale. La Chiesa sa che in questo momento c’è una larga maggioranza in parlamento pronta ad approvare, senza obiezioni di sorta, tutto quello che il capo decide.
Ha dimenticato, però, la Chiesa che c’è anche un’opinione pubblica di laici e cattolici contrari a violazioni surrettizie della lettera e dello spirito della Costituzione. Quest’ultima ha stabilito nello stesso comma dell’art. 32 che NESSUNA LEGGE PUO’ VIOLARE LA DIGNITA’ UMANA.
E quale maggior violazione della dignità umana sarebbe quella di impedire a ognuno di decidere come affrontare i momenti più drammatici della propria vita.

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