giovedì 13 novembre 2008

Obama e il problema razziale in USA




Gli americani di colore hanno votato in massa per Obama. Hanno pianto di commozione e di gioia il giorno della sua elezione a nuovo presidente degli Stati uniti di America. Hanno visto in lui la realizzazione di un sogno da molti ritenuto impossibile.

Obama è giovane, è bello, è elegante, è colto, è fornito di una oratoria brillante e coinvolgente. Ma non è né si è presentato come un campione della razza nera. Ha rivendicato i diritti di tutti. Libertà, giustizia, uguaglianza, benessere. Il grande sogno americano.

Ha sfruttato un momento estremamente favorevole per il partito democratico. Ha battuto un candidato che non è riuscito a scrollarsi l’handicap della fallimentare presidenza di George W. Bush. Ha fatto molte promesse che non potrà mantenere. Ma avrà certamente successo se sarà coerente con la sua ispirazione e saprà affrontare con decisione ed equilibrio gli enormi problemi che incombono.

Un problema che certamente non potrà risolvere sarà quello del solco che ancora separa la minoranza nera dalla maggioranza bianca degli Stati Uniti. Un solco scavato qualche secolo fa dai mercanti di schiavi che trasportavano in catene negri africani per lavorare nelle piantagioni di cotone degli stati americani del sud.

I negri USA hanno riconquistato da tempo la piena libertà. Hanno fatto grandi progressi sociali. Alcuni si sono arricchiti. Altri sono rispettati professionisti. Molti altri hanno raggiunto vertici di popolarità nello spettacolo e nello sport. Ma vi sono molti che non riescono ancora a superare l’ostacolo e finiscono nella palude dei poveri, dalla quale si esce a volte per riempire le carceri e i bracci della morte.

Obama non è il campione di una parte ma di tutta una nazione, alla cui costruzione hanno contribuito molte etnie provenienti da ogni parte della terra. Obama è figlio di una donna bianca e di un keniota, che certamente non si sentiva negro. E’ nato alle Hawaii ed è vissuto in Indonesia. Rientrato in patria si è dedicato ad attività sociali e ha percorso con successo tutti gli studi sino alla laurea ad Harvard.

Dalla Casa Bianca potrà essere veramente il presidente di tutti gli americani. Bianchi, neri, meticci. Potrà anche tentare di ridurre le distanze tra gli uni e gli altri. Tanto più quanto meno i neri d’America vorranno considerarlo come il loro campione esclusivo. Simbolo della loro rivincita razziale.